Vita di una maschera

VITA DI UNA MASCHERA

 

COSTRUZIONE DELLA MASCHERA, DEL PERSONAGGIO E APPLICAZIONE TEATRALE

docente Andrea Cavarra


DURATA: 60 ORE IN 14 GIORNI

La maschera nel teatro da sempre serve a renderci riconoscibili e facilmente identificabili di fronte al pubblico.

Un attore veste la maschera e questa lo rende subito riconoscibile di fronte al pubblico che comprende immediatamente chi ha davanti e cosa rappresenta.

La maschera è evocativa, non nasconde bensì rivela.

Ciò è avvenuto nel teatro rituale tribale, nel teatro greco e poi in quello romano, nella Commedia dell’Arte e nel teatro balinese e giapponese, ovunque, nel tempo e nel mondo.

Ma come nasce una maschera?

Quale percorso si deve fare per trovare le linee scultoree che la renderanno riconoscibile dal pubblico e corrispondente ai significati che vogliamo che incarni?

Inoltre, dopo aver capito quali sono i principi che hanno portato alla crazione delle maschere teatrali storichi, quali sono oggi le maschere moderne? Quali sono i nuovi tipi fissi? Chi è diventato lo Zanni bergamasco oggi?

E Pantalone, il Dottore, il Capitano?

Come sono cambiati questi personaggi universali e da chi sono rappresentati oggi?

Immaginiamoci un capitano ucraino, una serva badante moldava, un arlecchino filippino, un brighella albanese, una matrona russa, un pantalone cinese, un dottore brianzolo, magari di Arcore…

Ed ancora, quali forme scegliere per rappresentarli? Che taglio dare alle maschere moderne tenendo conto dell’evoluzione del teatro moderno, dell’illuminotecnica, della scenotecnica, delle istallazioni video?

Con questo laboratorio ci prefiggiamo di lavorare per dare delle risposte a queste domande. Partendo dallo studio della maschera nella storia dell’uomo e del teatro per arrivare all’osservazione della nostra società attuale arriveremo all’ideazione di nuove maschere, rispettose della tradizione e innovative nei tratti e nella ricerca dei materiali.

Durante il laboratorio, realizzeremo i modelli in argilla che poi verranno trasformati in matrici in legno, per ottenere infine una maschera in cuoio o in qualsiasi materiale troveremo adatto.

Una volta scelto il proprio personaggio,

si studierà come dargli una struttura, un carattere,

una voce e un movimento che lo caratterizzeranno,

durante la lavorazione della maschera. Saranno anche affrontate  le improvvisazioni di base nella Commedia dell’Arte, e la struttura del canovaccio.

L’ultimo giorno saranno infine presentate al pubblico le maschere realizzate ed effettuata una dimostrazione pratica.

 

CONTENUTI DEL LABORATORIO

 

  • storia della maschera a teatro
  • storia della Commedia  dell’arte
  • analisi della morfologia del viso e studio del personaggio
  • tecniche  e strumenti  di realizzazione  della  maschera
  • lavorazione  del cuoio
  • rifinitura maschera
  • decorazione maschera
  • usodella maschera
  • lavoro sul corpo: gli anziani (Pantalone e Dottore), i servi (Zanni, Arlecchino e Brighella), gli amorosi, il capitano
  • studio dei tipi universali
  • costruzione del personaggio
  • esercizi di improvvisazione
  • costruzione e messa in scena di un canovaccio

 

 Al  termine  del  corso  le maschere  realizzate  rimarranno  ai  partecipanti.

 

 LA MASCHERA A TEATRO

In Europa l’uso della maschera ha avuto grande successo per tre secoli, dal XVI° al XVIII° secolo, con la Commedia

dell’Arte italiana e nella seconda metà del ‘900 riaffiora nella pratica teatrale di giovani compagnie e grandi artisti.

L’uso della maschera intensifica naturalmente la potenza espressiva del corpo. Una volta indossata la maschera, dal rito tribale al teatro, porta l’uomo a rivelare qualcosa che in lui che normalmente è nascosto o a divenire simbolo di qualcosa che è al di sopra di lui. E’ una provocazione contro il pericolo della standardizzazione e dell’appiattimento della ricchezza individuale.

Sostiene Peter Brook, “la maschera è l’espressione dell’uomo che non ha maschere”.

 

 

 

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